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Aprile 2017

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Sveliamo la nuova Range Rover Velar | Entrate in alcune delle case più esclusive del pianeta | Il rapporto dell’uomo con i cani | Guida epica attraverso l’isola di Skye | Il leggendario Beechcraft Bonanza spicca il volo

CASE DI FRONTIERA Qui

CASE DI FRONTIERA Qui sopra: Studhorse Outlook, nell’America nord-occidentale, dello studio di architetti Olson Kundig, è stata realizzata per valorizzare al meglio il paesaggio circostante ed emana un senso di lusso discreto. Una delle caratteristiche distintive di questo elegante complesso residenziale sono le finestre floor-to-ceiling, che fanno da “schermi cinematografici” sul paesaggio naturale “ L E S E C O N D E C A S E S O N O C A S E N A T E P E R S O D D I S F A R E LO SPIRITO D’AVVENTURA, E LASCIANO RICORDI INDELEBILI” La proprietà, incastonata nel paesaggio che la circonda, trasuda un senso di lusso raffinato, con il suo terrazzo panoramico da cui si possono ammirare gli alberi e i cespugli dei dintorni, le scale in pietra che si snodano attraverso angoli e spigoli, e perfino un’opera d’arte illuminata costruita direttamente nella casa dall’artista danese-islandese Olafur Eliasson. Offrire una finestra sul mondo che solitamente non ci è dato di vedere è quello che rende così uniche queste case; la possibilità di vivere come un individuo di frontiera, a contatto con la natura e con tutta la sua gloria, è ciò che spinge le persone ad acquistarle. Una costruzione angolare in legno e vetro chiamata Studhorse Outlook, abbarbicata sull’estremità delle cascate settentrionali dello Stato di Washington, fa da portale nella natura. Progettata da Tom Kundig, architetto presso la Olson Kundig, e pensata per una famiglia appassionata della natura, è un complesso di edifici nel bel mezzo di una macchia di fiori selvatici di 20 acri nella Methow Valley, una destinazione per le vacanze molto amata nell’angolo nord-occidentale più estremo dello Stato di Washington. Le finestre floor-to-ceiling su ogni parete della proprietà, luminosa come una lanterna, danno l’impressione che la vista maestosa arrivi fino all’uscio di casa e fanno da schermi cinematografici sulla vita selvaggia che condivide il suo habitat con questa famiglia. Acciaio, vetro, cemento e legno recuperato rivestono la maggior parte della proprietà, che vanta anche un enorme camino in cemento al suo centro, con la sala in una struttura, le camera da letto in un’altra, un garage e una rimessa in un’altra postazione e una sauna in una quarta, nel mezzo di un prato vicino. “Le seconde case sono case nate per soddisfare lo spirito d’avventura”, dice Kundig. “E lasciano ricordi indelebili. Il metodo migliore di realizzarle è farlo in modo non convenzionale”. Rinnovare le tecniche di costruzione tradizionali o classiche adattandole al mondo moderno è una scelta sicuramente non convenzionale, ma è proprio questo il metodo adottato dall’architetto italiano Alfredo Vanotti per la sua Casa VI a Piateda: un’abitazione arroccata sulle Alpi Orobie, a 1000 metri sul livello del mare. Usando una rovina esistente e trasformandola in una casa degna di un pioniere, Vanotti ha usato dei mattoni di cemento. Il risultato è una casa che dà sulla vallata innevata dai picchi delle Alpi. Delle pietre recuperate racchiudono le mura esterne, riportando la proprietà in linea con il panorama alpino, mentre per gli interni sono stati sfruttati materiali e artigianato locali. “Ci è stato chiesto di trasformare una rovina esistente in una residenza che enfatizzi la luce naturale della vallata”, dice Vanotti. “Abbiamo fatto un’analisi accurata dell’esposizione e della luce solare durante FOTOGRAFIA: BENJAMIN BENSCHNEIDER, MARCELLO MARIANA 34

CASE DI FRONTIERA le varie fasi dell’anno e abbiamo optato per un tetto a singolo strato e per delle grandi finestre, per poter godere della luce in tutte le stagioni. E, grazie a una reinterpretazione moderna di tecniche e di materiali di costruzione ripresi dal passato, quasi tutti gli elementi interni (il camino, i tavoli, le sedie, le scale, il bidet, il lavabo) sono stati realizzati a mano. Dentro Casa VI, le travi a vista contrastano con le spoglie mura bianche delle pareti, che ricordano la vista immediata di chi esce e resta accecato dal candore della neve; un set di scale a basso livello portano a fare un giro a 180 gradi dell’edificio, salendo per poi tornare giù e portando lo sguardo fino al primo piano, dove del legno grezzo ricopre le pareti delle due camere da letto e dello studio a soppalco. Ma sono i dintorni di questa remota vallata italiana a costituire la funzione più spettacolare di Casa VI. Incastonata nelle pareti della camera da letto matrimoniale si trova una grande finestra panoramica perfettamente inquadrata sui picchi innevati all’orizzonte, che fa da tela naturale sul mondo esterno, invitando all’esplorazione e alla scoperta. Ci troviamo troppo spesso ad accettare ciò che ci circonda, rinchiusi nelle case tutte uguali delle strade suburbane. Ma per chi ama l’avventura, degli architetti innovativi stanno costruendo delle case in cui allargare i propri orizzonti, che siano nel mezzo della giungla brasiliana, in una soleggiata vallata italiana, o ovunque la natura ci inviti a seguire il nostro innato spirito innovativo. Il loro messaggio è quello di ricordarci che possiamo ancora ritrovare quello spirito e godere del lusso del design più bello, anche ai margini estremi del pianeta. CONTINUA AD ESPLORARE Land Rover sta collaborando con alcuni fra i migliori fotografi del mondo dell’agenzia Magnum per catturare alcuni fra i paesaggi e le viste più emozionanti della Terra. Per scoprire altre frontiere stupefacenti e altre creazioni architettoniche mozzafiato, cerca Land Rover Ultimate Vistas Casa VI dell’architetto italiano Alfredo Vanotti è solennemente posizionata in una vallata soleggiata delle Alpi Orobie. Un tema ricorrente nei suoi progetti è la luce naturale, che penetra da ogni apertura tutto l’anno, grazie alla struttura aperta. Ancora più ad effetto è la finestra principale della camera da letto matrimoniale, che sembra un portale e che dà sulla vallata e sui vicini promontori montani 35

 

Land Rover

Rivista ONELIFE

 

La rivista Onelife di Land Rover presenta storie da tutto il mondo che celebrano la forza interiore e la spinta ad andare oltre i propri limiti.

Land Rover ha sempre rappresentato la libertà di andare ovunque e la capacità di farlo in qualsiasi modo. L’ultimo numero di ONELIFE esalta questo spirito, trasportandoci in tutto il mondo per celebrare ogni genere di avventura, dalla più esotica alla più ordinaria. Da una città dell’India, nel cuore dell’Himalaya, dove le Land Rover Serie I e II regnano supreme, fino alla stupefacente Contea di Donegal, in Irlanda, dove il biologo marino Monty Halls, ha vissuto una divertente avventura di famiglia con Discovery.

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