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Aprile 2017

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Sveliamo la nuova Range Rover Velar | Entrate in alcune delle case più esclusive del pianeta | Il rapporto dell’uomo con i cani | Guida epica attraverso l’isola di Skye | Il leggendario Beechcraft Bonanza spicca il volo

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“ LA DOMANDA PER IL BONANZA N O N È M A I DECLINATA” 62

LE ALI DELLA LIBERTÀ Lo stabilimento Beechcraft a Wichita, nel Kansas, è stata la “casa” dei Bonanza fin dal 1947. Oggi sono i lavoratori come Becky Doerfler e la sua rivettatrice (in basso a sinistra) a garantire il proseguimento di questo sogno Becky Doerfler brandisce la sua rivettatrice accanto alla fusoliera semifinita di un Beechcraft Bonanza, con file di teste di rivetti dorate orgogliosamente allineate sulle fiancate verniciate con un fondo verde oliva. Quanti milioni di rivetti avrà inserito Becky nei suoi quarant’anni di lavoro presso lo stabilimento Beechcraft a Wichita, nel Kansas? Una lunga vita lavorativa dedicata a un eccezionale aeroplano. “Eccezionale” perché, quando Becky Doerfler inserì il suo primo rivetto in un aeromobile, nel 1976, il Bonanza aveva già trent’anni e quest’anno ne compirà settanta. E sono stati settant’anni davvero notevoli. La storia dell’ormai leggendario velivolo è cominciata durante la Seconda guerra mondiale, quando migliaia di aeromobili militari venivano “sfornati” dagli stabilimenti della Beech Aircraft corporation. Durante quest’epoca tumultuosa, il fondatore Walter Beech sognava un aeroplano per i tempi di pace che soddisfacesse la domanda di un velivolo veloce e facile da pilotare che, ne era certo, sarebbe scaturita dai commercianti, dai professionisti e dalle migliaia di piloti che erano stati addestrati durante la guerra. Il modello che il progettista capo Ralph Harmon e il suo team realizzarono era proprio il Bonanza, e il suo primo prototipo si levò dall’asfalto nel dicembre del 1945. La produzione cominciò nel 1947, esattamente un anno prima che la Land Rover Serie I iniziasse a lasciare lo stabilimento della Rover a Solihull. Il resto, come si dice, è storia. Tom Turner è redattore di ABS Magazine, la rivista ufficiale degli appassionati del Bonanza, e pilota questi aeromobili da più di trent’anni. L’emozione inebriante che provò la prima volta che volò su un Bonanza non l’ha mai abbandonato. “A quei tempi ero un giovane istruttore e uno dei miei studenti, che possedeva un modello degli anni Cinquanta, mi portò a farci un giro. Rimasi talmente impressionato dalla sensazione di solidità, l’eccellente visibilità, la semplicità dell’ergonomia della cabina di pilotaggio che, beh, si può dire che da allora non abbia mai smesso di volarci”. Per capire davvero il successo dei Bonanza bisogna considerare innanzitutto il loro design rivoluzionario. Il Bonanza, costruito insieme a moltissimi altri modelli nati per trarre profitto dagli enormi progressi fatti dalla tecnologia aerospaziale durante il periodo bellico, offriva però qualcosa di diverso, ci spiega Turner. “L’idea dell’ergonomica probabilmente nemmeno esisteva negli anni Quaranta”, dice Turner, “ma è proprio in quello che Ralph Harmon e i suoi colleghi si sono distinti nella costruzione del Bonanza, molto più che per qualsiasi altro piccolo aeromobile di quel tempo. Avevano capito che la gente non voleva soltanto LA LEGGENDA CONTINUA L’ultimo esemplare degli attuali Defender ha lasciato la catena di produzione di Solihull il 29 gennaio 2016, mettendo la parola “fine” ad una produzione che era continuata per quasi settant'anni. Presto, tuttavia, la storia del leggendario velivolo conoscerà una nuova evoluzione e un autentico successore del Defender verrà lanciato prima della fine di questo decennio. un aeroplano, ma desiderava che fosse ergonomico, bello da vedere, comodo e piacevole da pilotare”. Secondo Turner gli interni del Bonanza si erano avvantaggiati dei progressi fatti nella progettazione delle automobili post belliche, ed era la sensazione di lusso e di comfort che aveva il massimo dell’appeal sui suoi clienti in tempo di pace. Come anche per la Land Rover Serie I degli stessi anni, il metodo di costruzione del Bonanza era rivoluzionario per quell’epoca. Quando il Bonanza fu immesso sul mercato, la maggior parte degli aeromobili leggeri veniva ancora costruita con una base in tubi di acciaio e con coperture in tessuto, mentre la società Beechcraft, di recente costituzione, adottò regole e abilità apprese durante il periodo in cui produceva cellule in alluminio rivettato, negli ultimi anni della guerra. E quelle stesse “lezioni” furono anche apprese dall'altro lato dell’Oceano, dove le carrozzerie Land Rover venivano realizzate in alluminio rivettato, proprio come quelle di un aeromobile, rendendole leggere, forti e facili da assemblare. 63

 

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