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Novembre 2017

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MIGLIORARE IL MEGLIO L

MIGLIORARE IL MEGLIO L ’ O R A D E L R I N N O V A M E N T O La creazione di un mito è un’arte complicata, e il tentativo di affinarlo lo è ancora di più. Consideriamo due progetti che affrontano la valorizzazione di edifici celebri in tutto il mondo con modalità molto diverse TESTO S O N J A B L A S C H K E FOTOGRAFIA: OLI SCARFF / GETTY IMAGES, DEPOSITPHOTOS 36

“ A B B I A M O I L D O V E R E D I SALVAGUARDARLA A F F I N C H É A N C H E L E G E N E R A Z I O N I Quando il Palazzo di Westminster venne ricostruito in seguito a un incendio devastante avvenuto nel 1834, nei piani originali non era prevista alcuna torre. L’architetto l’aggiunse soltanto successivamente, creando così la torre dell’orologio più famosa del mondo e un’autentica icona della capitale britannica. Divenne conosciuta in tutto il mondo con il nome di “Big Ben”, in realtà il nome della sua enorme campana da 13,5 tonnellate, prima di essere ribattezzata “Elizabeth Tower” nel 2012, in occasione del Giubileo di diamante della Regina Elisabetta. Il profondo rintocco del Big Ben udibile allo scoccare di ogni ora viene spesso descritto come “la voce della Gran Bretagna”. Presto, però, questa voce resterà silenziosa per diversi mesi e le lancette dell’orologio si fermeranno, mentre vari ingegneri saranno al lavoro per rimodernare la torre e il suo orologio con l’aiuto della più moderna tecnologia. Commentando i lavori pianificati per la Elizabeth Tower, un portavoce della commissione per la Camera dei comuni ha detto alla BBC: “Abbiamo il dovere di salvaguardarla affinché anche le generazioni future possano apprezzarla, proprio come dobbiamo ai nostri predecessori di riportare questo capolavoro alla vecchia gloria”. Al posto delle luci a incandescenza, il quadrante dell’orologio sarà presto illuminato da efficienti luci LED a risparmio energetico, e ciascuno dei quadranti (quattro in tutto, uno per ogni facciata) comprenderà ben 312 pannelli di vetro opalino. Inoltre, l’illuminazione potrà avvenire in diversi colori a seconda dell’occasione. Gli esperti stanno analizzando diversi schemi di colore per ridipingere le lancette ed ottenere così un effetto ancora più straordinario. Fra le opere di miglioramento ci sarà anche la creazione di un ascensore, ma il suo uso sarà destinato solo ai visitatori disabili, mentre, in linea con la tradizione, la maggior parte delle persone che vogliono salire sulla torre dell’orologio dovrà ancora usare gli scalini: 334 in tutto. Sull'altra sponda dell'Atlantico, a New York, è in corso la rinascita di un’altra icona: dietro la sua facciata di F U T U R E P O S S A N O APPREZZARLA” Che sia per la modernizzazione del Big Ben a Londra o per quella del Chelsea Hotel di New York, dare forma al futuro senza perdere il passato richiede coraggio e grande cura dei particolari. mattoni rossi con balconi di ferro neri a decorazioni floreali, anche gli interni del Chelsea Hotel sono in fase di rimessa a nuovo, in onore dei giorni in cui attori, musicisti e artisti come Frida Kahlo, Leonard Cohen, Bob Dylan, Dennis Hopper e la cricca di Andy Warhol frequentavano l’albergo contribuendo alla creazione della sua reputazione leggendaria e forse torbida. I costruttori stanno lavorando con grande cura al mantenimento del fascino e della personalità originale dell’edificio, che ha ispirato tante menti creative. Il Chelsea è sempre stato hotel e condominio allo stesso tempo, con circa un quinto dei suoi residenti che abitano qui da decenni. Il nuovo proprietario, Richard Born, che ha acquistato il Chelsea nel 2016, ha una passione per i boutique hotel, così difficili da replicare. “Con la costruzione di progetti unici, i nostri clienti rimarranno nostri e certamente non si faranno attirare da un altro albergo che costa di meno”, dice Born, che ha in mente una chiara filosofia: “Mi piacciono le ristrutturazioni. Le nuove costruzioni risultano troppo pulite”. I parametri sono molto rigorosi. Quando il Chelsea venne inaugurato nel 1905, era considerato talmente imponente che l’intero distretto di Manhattan prese il nome dall’albergo. All’epoca della sua costruzione era l’edificio più alto di New York, con 250 camere suddivise su dodici piani. Per cinquant’anni l’hotel venne gestito da Stanley Bard, un personaggio davvero unico che era solito accettare dipinti anziché contanti come forma di pagamento, il che attrasse molti tipi creativi. Tali opere hanno decorato la lobby per molti anni, fino alla chiusura dell’hotel avvenuta nel 2011. Nonostante i lavori di costruzione, molti dei residenti di lungo termine dell’edificio sono rimasti, mantenendolo in vita. Ora non aspettano altro che la sua riapertura, pianificata per il 2018, e l’arrivo dei nuovi ospiti. Dopo tutto, sono state le stimolanti conversazioni con i clienti dell’albergo che hanno conferito al palazzo il suo celebre fascino. “Erano tutti degli artisti di un tipo o dell’altro. Quando ci siamo trasferiti qui, abitavamo vicini ad un musicista punk, un ragazzo che suonava il blues e un violinista”, racconta una coppia che vive felicemente in una stanza di 20 metri quadrati da più di vent’anni.“Grazie al Chelsea abbiamo vissuto una vita bohémien”. Se vogliamo che le cose rimangano come sono, devono prima cambiare. 37

 

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La rivista Onelife di Land Rover presenta storie da tutto il mondo che celebrano la forza interiore e la spinta ad andare oltre i propri limiti.

Land Rover ha sempre rappresentato la libertà di andare ovunque e la capacità di farlo in qualsiasi modo. L’ultimo numero di ONELIFE esalta questo spirito, trasportandoci in tutto il mondo per celebrare ogni genere di avventura, dalla più esotica alla più ordinaria. Da una città dell’India, nel cuore dell’Himalaya, dove le Land Rover Serie I e II regnano supreme, fino alla stupefacente Contea di Donegal, in Irlanda, dove il biologo marino Monty Halls, ha vissuto una divertente avventura di famiglia con Discovery.

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