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Novembre 2017

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efino ane la sessa meias

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AMERICA’S CUP FOTOGRAFIA: GETTY IMAGES In fin dei conti, Land Rover BAR si è dovuto arrendere a un degno oppositore: l’Emirates Team New Zealand è il team più longevo dell’attuale America’s Cup, oltre ad essere stato un precursore dei catamarani volanti anche prima dell’evento del 2013. Nelle acque delle Bermuda i neozelandesi si sono dimostrati ottimi avversari da ogni punto di vista, vincendo l’America’s Cup per la terza volta in 22 anni. Ciononostante, perdere è stata un’amara delusione per Sir Ben Ainslie, il velista olimpionico migliore della storia, che sperava non soltanto di riportare la Coppa America in Gran Bretagna dopo ben 166 anni (quando cioè i migliori velisti inglesi la dovettero cedere al concorrente americano nella gara intorno all’isola di Wight a cui assistette la Regina Vittoria), ma di farlo al suo primo tentativo. Ben e il suo team non mancano certo di ambizione. UN APPROCCIO DI LUNGO PERIODO Secondo Ainslie la loro campagna è fallita per vari motivi: “Oltre a tentare di costituire un team che potesse vincere l’America’s Cup, stavamo anche cercando di costituire un’attività commerciale sostenibile di lungo “ È S T A T O U N periodo”. Oltre alla creazione del P E R I O D O M O L T O team di vela e di quello di progettazione, è stata anche D U R O . I L T E A M creata l’organizzazione di beneficienza ufficiale di Land H A R E A G I T O Rover BAR, la 1851 Trust; è stata SPLENDIDAMENTE” costruita la base del team a zero emissioni a Portsmouth; è stata SIR BEN AINSLIE istituita la Land Rover BAR Academy, per la formazione della prossima generazione di velisti. Ciò ha già dato i suoi frutti, visto che il team giovanile ha battuto il team neozelandese vincendo la Red Bull Youth America’s Cup. Ainslie non rimpiange nessuna di queste decisioni: “Le condivido tutte. Ci hanno fornito una solida base per il futuro, e sono tutti orgogliosi di quello che abbiamo fatto”. TEMPO DI ANALISI L’America’s Cup ha più volte dimostrato che il team vincente è quello dell’imbarcazione che va più veloce. Anche le barche più difficili in questa edizione erano solo in parte identiche alle altre, con gli stessi scafi, traversi e ali, e si è lasciato ai progettisti molto spazio. Ciò è vero soprattutto per le derive e i timoni, per i foil che permettono ai catamarani di “volare” e i loro complessi sistemi di controllo idraulici: tutti di ultima generazione. Il team di ricerca e sviluppo della nuova squadra britannica, vitale per una gara di velocità e per vincere su concorrenti con esperienza di catamarani volanti, aveva subito un duro colpo la scorsa estate, quando vari test di foil non sono stati superati. “Quella è stata una fase assolutamente critica per il processo decisionale”, spiega Ainslie. “Per via di questi problemi abbiamo dovuto abbandonare l’acqua e chiederci se le nostre assi erano state costruite ottimamente, in termini di forza strutturale e di forma. Abbiamo poi creato delle appendici che in parecchi casi erano troppo conservative rispetto a quelle dei nostri concorrenti, il che è stato, forse, il nostro maggiore svantaggio”. Non appena Land Rover BAR si è allineato ai suoi concorrenti al titolo nella primavera 2017, il suo svantaggio di velocità è risultato chiaro. Nelle precedenti edizioni dell’America’s Cup era stato possibile applicare importanti interventi compensativi alle barche relativamente presto. Ma con l’arrivo di giugno e la presenza dei team alle Bermuda per la 35a edizione, era già troppo tardi per effettuare cambiamenti radicali. La costruzione di foil ultra complessi richiede almeno tre mesi, e i foil ultra leggeri del team sono arrivati appena una settimana prima dell’inizio della gara, per non parlare dei timoni, montati il giorno precedente. Un’impresa impossibile anche per lo skipper più decorato del mondo. FORZA INTERNA Si è trattata di un’esperienza faticosissima ma preziosa per Ainslie e l’intero team: “È stato molto duro vedere quanto eravamo indietro e sapere che il tempo stava per scadere. È stato importante motivare le persone e convincerle che potevamo riprenderci. Sono molto orgoglioso di come hanno reagito, sapendo l’enorme mole di lavoro che ha comportato cambiare l’impostazione dell’imbarcazione. Il team ha reagito splendidamente”. Sostenendo la forza interna del team e il modo in cui è riuscito a mantenerlo unito, Ainslie dice: “Non abbiamo indorato la pillola: siamo stati molto sinceri riguardo ai problemi che avevamo, dove dovevamo rivolgerci e come potevamo farcela. I team leader, e in particolare io e Jono Macbeth, abbiamo fatto fronte allo sforzo e dimostrato cooperazione, assistendo a delle riprese incrementali. Il team di terra, impegnato in un intenso lavoro per 16-18 ore al giorno, era motivato perché vedeva che l’equipaggio acquistava velocità ogni giorno. Devi indicare la direzione e i risultati da ottenere. È su questo che ci siamo concentrati.” DUE PARTNER UNITI DALLA PASSIONE Land Rover è un’attenta sostenitrice del progetto, sia come sponsor che come “Innovation Partner”, il che comprende lo sviluppo delle complesse ruote del timone del catamarano, con una manopola di comando incorporata progettata da Ainslie insieme agli ingegneri Land Rover che controlla l’altezza di “volo”. I tecnici hanno ottimizzato l’interfaccia “uomo-macchina” per i membri dell’equipaggio. Questa partnership si è dimostrata un fantastico viaggio di apprendimento per tutti, e non è finita qui. “Senza l’assistenza di Land Rover le nostre prestazioni non sarebbero state le stesse”, dice Ainslie. Mark Cameron, Experimental marketing director di Land Rover, aggiunge: “Ci siamo uniti a Sir Ben e al suo team nella sfida per vincere la 36a America’s Cup, partendo dal nostro lavoro dei primi due anni e sostenendo la missione di riportare in Gran Bretagna il più antico trofeo internazionale sportivo”. Celebre per la sua capacità di tornare e di vincere, Ainslie rifletterà preparandosi alla sua prossima gara con una delle sue citazioni preferite di Sir Winston Churchill: “Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: è il coraggio di andare avanti che conta”. PER SAPERNE DI PIÙ Per maggiori informazioni visita LandRoverBAR.com 45

 

Land Rover

Rivista ONELIFE

 

La rivista Onelife di Land Rover presenta storie da tutto il mondo che celebrano la forza interiore e la spinta ad andare oltre i propri limiti.

Land Rover ha sempre rappresentato la libertà di andare ovunque e la capacità di farlo in qualsiasi modo. L’ultimo numero di ONELIFE esalta questo spirito, trasportandoci in tutto il mondo per celebrare ogni genere di avventura, dalla più esotica alla più ordinaria. Da una città dell’India, nel cuore dell’Himalaya, dove le Land Rover Serie I e II regnano supreme, fino alla stupefacente Contea di Donegal, in Irlanda, dove il biologo marino Monty Halls, ha vissuto una divertente avventura di famiglia con Discovery.

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