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Ottobre 2016

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Scopriamo Nuova Discovery | Ben Ainslie: ritratto di una leggenda della vela | Uno sguardo al futuro della mobilità e dei trasporti | Copenaghen, la città più bella del mondo?

UNA NUOVA COPENAGHEN LO

UNA NUOVA COPENAGHEN LO CHEF STELLATO RASMUS KOFOED Rasmus Kofoed, 42 anni, è uno degli chef più apprezzati al mondo, nonché vincitore della prestigiosa medaglia d’oro Bocuse d’Or. Non solo: è l’unica persona al mondo ad aver vinto l’oro, l’argento e il bronzo in quella gara. Kofoed si è formato all’Hotel D’Angleterre di Copenaghen e ha lavorato in Belgio presso il ristorante Scholteshof (due stelle Michelin), prima di aprire il suo primo ristornate, Geranium. Ad oggi, Geranium è l’unico ristorante danese ad aver vinto ben tre stelle Michelin. Kofoed vive nel cuore di Copenaghen con sua moglie e i due figli, un terzo è in arrivo. IL LUOGO PREFERITO “Amo andare a Deer Park, un parco-foresta a nord della città. Ci si può passeggiare ed osservare i cervi che brucano l’erba. Credo che ci sia qualcosa di meraviglioso nell’esplorare i luoghi che ci circondano e nella relazione fra la natura e la città. Deer Park è un esempio stupendo di come si possa trovare la natura più autentica non lontano dal centro città.” IL SUO CONSIGLIO “Consiglio di andare a pranzare al ristorante Den Gule Cottage: è una perla da scoprire. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo e la zona che lo circonda è assolutamente bellissima.” geranium.dk LA FILOSOFIA È SERVITA Perché avvenga una vera rivoluzione, qualcuno deve combattere le prime battaglie. E questo è vero soprattutto per il panorama culinario di Copenaghen, considerato oggi come uno dei migliori al mondo. Ma non è così da sempre. Appena tre anni fa, la Danimarca poteva vantare ben 13 ristoranti Michelin, ma nessuno di questi aveva ricevuto le ambite tre stelle di riconoscimento. Oggi i ristoranti Michelin sono 22, e uno di essi, il Geranium, è l’unico del Paese a cui sono state riconosciute le tre stelle. La mente dietro a Geranium è Rasmus Kofoed, vincitore della medaglia d’oro al concorso Bocuse d’Or. “Trovo che il contrasto fra la vita frenetica della città e la natura mi aiutino ad evolvermi, come persona e come chef”, dice. “Ho un legame profondo con la natura danese e ciò mi ha permesso di esprimermi in cucina”. Rasmus, cresciuto egli stesso in campagna, trasferisce sul lavoro il suo amore per la natura, con creazioni che offrono una rivisitazione moderna dei piatti e dei prodotti della terra danese.

UNA NUOVA COPENAGHEN “A Geranium offriamo un’esperienza arricchita di chiarezza e di varietà. Credo che questo equilibrio sia molto importante. Uno dei miei passatempi preferiti è quello di passeggiare nei Giardini del Re, dove si riesce a trovare la calma della natura proprio in mezzo alla città. Mi piace il fatto che si possano trovare entrambi gli elementi in città, e molto di ciò che realizziamo a Geranium è influenzato da questa relazione fra la vita urbana e la natura. Abbiamo un approccio piuttosto filosofico che mette enfasi non solo sull’esperienza culinaria, ma anche su ciò che può essere imparato osservando gli elementi e gli organismi intorno a noi. E Copenaghen è il luogo perfetto per farlo”. A TUTTA BIRRA Non lontano da Geranium è in corso un’altra rivoluzione forse ancora più coraggiosa, guidata da Mikkel Borg Bjergsø, che agisce praticamente da solo. Mikkel è il fondatore del concetto di birra artigianale Mikkeller, ed è probabilmente il miglior micro produttore di birra al mondo. Ha cominciato la sua attività all’interno della sua cucina poco meno di 10 anni fa, ed è oggi una figura di culto fra i piccoli produttori artigianali di birra. Gestisce vari ristoranti, bar pop-up e importanti collaborazioni con ristoratori e distributori di tutto il mondo. La birra Mikkeller non viene prodotta presso un suo birrificio, ma si è costruita un seguito di appassionati grazie a edizioni limitate e ad accordi interni con alcuni piccolissimi birrifici alternativi e con varie birrerie danesi. È questo modus operandi che ha conferito a Mikkel il titolo di “birraio zingaro”, perché viaggia moltissimo. Secondo Bjergsø è avvenuto un cambiamento radicale nel panorama culinario degli ultimi anni, ma il mutamento nell’atteggiamento dei consumatori è stato equamente importante. “Le persone stanno sicuramente mutando le loro esigenze. Un tempo privilegiavano il fast food, e la birra danese era spesso poco corposa e senza gusto. Ma adesso la gente si sta rendendo conto che mangiar bene non significa soltanto andare in un ristorante francese a consumare vino e champagne. Se dovessi indicare la direzione in cui sta andando la cultura danese o nordica, direi che la tendenza è quella di considerare la qualità e la sostenibilità dei punti di riferimento per tutto, compresa la birra. Non è così da sempre. Solo un paio di anni fa c’erano pochi microbirrifici in Danimarca; adesso ne abbiamo più di 130. Credo che non serva dire altro”. A Nordhavnen, Dan Stubbergaard sta considerando con grande attenzione come il progetto si stia evolvendo. Presto lui e COBE dovranno lasciare gli uffici attuali a Paper Island, e la nuova Venezia del nord sembra davvero il posto migliore per il suo studio. “Ovviamente siamo molto eccitati”, dichiara. “Nordhavnen è un progetto importantissimo per noi, e per questo l’idea di trasferirci proprio nel mezzo di tutto ci stuzzica. Ma è anche importante per la città. Copenaghen sta cambiando in meglio, e sta esprimendo tutte le sue potenzialità. Sentirsi parte di questo processo è un’esperienza straordinaria”. IL BIRRAIO ZINGARO MIKKEL BORG BJERGSØ Mikkel Borg Bjergsø, 41 anni, è un ex insegnante e corridore, nonché fondatore del microbirrificio Mikkeller. Mikkeller si è espanso a livello mondiale, dalla sua sede a Copenaghen, in appena 10 anni, ed è oggi considerato il terzo birrificio migliore al mondo. Bjergsø si è guadagnato lo status di figura di culto nel mondo della birra di qualità ed è spesso invitato a parlare ad eventi culinari di portata globale. Vive a Copenaghen con la moglie e due figlie. IL LUOGO PREFERITO “Uno dei miei posti preferiti in città è in realtà un ristorante cinese chiamato Fu Hao, proprio vicino alla stazione centrale. Mia moglie, che è mezza cinese, me lo ha fatto conoscere e mi piace molto andarci. Non è particolarmente alla moda, ma è decisamente autentico e il cibo è ottimo.” IL SUO CONSIGLIO “Consiglierei a chiunque di andare a fare due passi a Christiania e di osservare le strambe case auto-costruite nei dintorni del lago. Non esiste nulla al mondo come Christiania. È davvero unica, e dico sempre a tutti di visitarla.” mikkeller.com 77

 

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